Tutti pazzi per il teatro_trailer

Metti sul palco una sessantina tra infermieri, assistenti sociali, medici e artisti, aggiungi una quarantina di pazienti con storie di psicosi, ritardi mentali, disturbi di personalità, depressione. Affiancali a due orchestre, una classica e l’altra elettrica, per rappresentare il riadattamento di un’opera che ha fatto la storia della musica napoletana: lo cunto della Gatta Cenerentola di Roberto De Simone. Quello che viene fuori è uno spettacolo di energia pura che viene portato in scena a Massa Carrara, nel corso di un fine settimana che nessuno dei protagonisti dimenticherà.

Al Khalil. La resistenza nonviolenta di YAS

Nei territori occupati, per importanza religiosa, è seconda solo a Gerusalemme. Per gli arabi Hebron si chiama Al Khalil, per Israele, Hebron. Ma il nome che più le si addice è Gost Town, la città fantasma. Eppure è il centro abitato più grande di tutta la Cisgiordania. Qui vivono 170.000 palestinesi e 500 coloni, o “settlers”. Qui sono sepolti Abramo, Isacco e Giacobbe, i Patriarchi delle origini. Questa è l’unica località, in tutta la West Bank, dove gli insediamenti israeliani, i “settlements”, sono proprio all’interno del centro storico.
Decine di checkpoint e centinaia di telecamere sono sparse ovunque, la presenza dei militari israeliani è massiccia. Le strade sono divise, scuole diverse, negozi diversi. Sulla via principale che taglia in due Al Khalil, la Suhada street, i palestinesi non possono camminare né circolare con i loro veicoli. Il territorio qui si marca con la bandiera. E se quelle israeliane continuano a diffondersi ovunque, quella palestinese continua a sventolare sul tetto della sede di Youth Against Settlements, il movimento di giovani contro gli insediamenti che, quotidianamente, cercano di rispondere ai soprusi con la resistenza nonviolenta.

The sound of Resistance

Musica come resistenza: l’orchestra palestinese

Fanno parte di un’orchestra ma non possono suonare in patria. Sono i giovani musicisti della Palestine Youth Orchestra. “Possiamo incontrarci tutti insieme solo di rado”, – spiega Zeina Khoury (22 anni, di Gerusalemme), – “ma questo è il nostro modo di fare resistenza. Un modo pacifico, che aiuta il mondo a vedere la Palestina con occhi diversi”. La cultura contro la violenza. Nello Stato di Israele, dove ufficialmente non c’è guerra ma nel concreto non c’è neanche pace, per i 75 membri dell’ensemble, suonare significa portare avanti un messaggio, “quello di resistere, nonostante tutto” in nome dell’arte

Via delle Acacie, l’occupazione a 5 stelle

E’ una scuola molto particolare quella che si trova in via delle Acacie, a Centocelle. Le aule sono state riconvertite in appartamenti e la multietnicità è il principio ispiratore di quella che molti chiamano “l’occupazione a cinque stelle”. Nell’istituto Amerigo Vespucci, fino a gennaio 2009, aveva sede una scuola elementare. Quando il Comitato Popolare di Lotta per la casa ha deciso di occuparlo, l’edificio era vuoto e abbandonato. Oggi ci vivono113 persone tra cui 62 bambini. Ogni casa è arredata con tanta cura da far dimenticare che le pareti sono in cartongesso, le stanze suddivise con armadi e i bagni spesso condivisi. I “senzatetto” che ci abitano non sono i barboni, ma lavoratori precari, disoccupati, pensionati.

Cinque piani, all’ultimo ci sono i giovani. Al pianterreno, nella ex zona refettorio, gli anziani. “Nella mia vita – racconta – non avrei mai pensato di trovarmi in una situazione del genere: ho sempre pagato l’affitto ma ora, con 700 euro al mese di pensione, dove vado?”, racconta Alberta, 70 anni. In mezzo tante famiglie, soprattutto nordafricane e italiane. “Occupare è l’estrema ratio. Non bisogna pensare che sia una facile alternativa: è dura convivere fianco a fianco con persone dalle culture e dalle abitudini diverse, specie all’inizio. Chi ci arriva, lo fa per disperazione. Noi abbiamo qui persone sfrattate, che quando hanno perso casa hanno tentato il suicidio”, spiega Pina Vitale, punto di riferimento del gruppo. La richiesta di un tetto è tale che persino la palestra, è stata riadattata per costruire appartamenti. E’ qui che vive, con marito e due figli, Diana. Dormono tutti e quattro nella stessa stanza. Per loro i problemi sono iniziati quando lui, italiano di cinquantanni, ha perso il lavoro. “Le bollette si accumulavano e non riuscivamo a pagare l’affitto. Abbiamo avuto l’ufficiale giudiziario in casa e così abbiamo venduto tutto, mobili compresi. Io stavo per tornare in Romania con i bimbi, per dar loro almeno un tetto…Poi fortunatamente la vita mi ha messo davanti Pina”.

PORTA PORTESE, VIAGGIO NEL MERCATO SENZA REGOLE

E’ il mercato delle pulci più grande d’Europa, affollato la domenica da oltre 1350 venditori ambulanti, 730 di questi abusivi. “Il Comune solo con i permessi potrebbe recuperare oltre un milione di euro l’anno” dichiarano gli operatori ai nostri microfoni, che aggiungono: “Siamo evasori, ma sembra che nessuno se ne preoccupi”